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TECNICHE DI I LIVELLO I
Inseminazione artificiale
Inseminazione artificiale
Per inseminazione artificiale la maggior parte delle volte si intende la inseminazione intrauterina, cioè una tecnica di procreazione medicalmente assistita nella quale vi è l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina (IUI). In questo tipo di inseminazione è necessaria una idonea preparazione del liquido seminale.
Quando viene consigliata?
Può essere consigliata in tutti i casi di incompatibilità fra muco cervicale e liquido seminale perché permette di superare il tratto cervicale e di immettere gli spermatozoi direttamente in utero.
Può,inoltre, essere consigliata:
- in tutti i casi di sterilità inspiegata;
- nei casi di infertilità maschile di grado lieve - moderato;
- nei casi di ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione e rapporti mirati (rapporti che si hanno durante i giorni della probabile ovulazione; es. in un ciclo regolare che dura 28 giorni i probabili giorni fecondi durante i quali si verifica l’ ovulazione sono dal 12 al 14 giorno considerando come giorno 1 il primo giorno del ciclo mestruale)
- nei casi di patologie sessuali nelle quali sia difficile o impossibile avere un rapporto sessuale completo.

Per effettuare una tecnica di inseminazione intrauterina si può utilizzare anche l’induzione della crescita follicolare multipla cioè si può con una terapia ormonale stimolare l’ovaio a produrre più ovociti durante lo stesso ciclo, in questi casi:
- è obbligatorio un monitoraggio ecografico e/o ormonale al fine di ridurre il rischio di gravidanze multiple e di sindrome dell’iperstimolazione ovarica severa;
- alle coppie con un problema di infertilità maschile lieve, sterilità inspiegata o endometriosi minima o moderata possono essere offerti fino a sei cicli monitorizzati di inseminazioni intrauterine perchè questo protocollo aumenta le possibilità di ottenere una gravidanza.
Come si svolge praticamente un ciclo di inseminazione artificiale?
Può essere attuato un ciclo spontaneo (quindi senza alcuna terapia di stimolazione ovarica) o con induzione farmacologica dell’ovulazione. Nel caso si attui una terapia di induzione dell’ovulazione è necessario il monitoraggio ecografico e/o ormonale della crescita follicolare (vengono effettuate una serie di ecografie ogni due giorni circa per vedere la crescita dei vari follicoli che daranno luogo agli ovociti; si possono eseguire anche dei prelievi di sangue per valutare la secrezione ormonale che corrisponde alla crescita dei follicoli nell’ovaio).
Si effettua la preparazione del campione seminale ed infine si procede alla introduzione degli spermatozoi nella cavità uterina.
Si effettua la preparazione del campione seminale ed infine si procede alla introduzione degli spermatozoi nella cavità uterina.
La preparazione del liquido seminale raccolto, viene “pulito” da eventuali residui e batteri e gli spermatozoi vengono selezionati e concentrati in un volume più ridotto e viene “capacitato” cioè reso adatto a penetrare un ovocita (questo processo avviene, in natura, all’interno delle vie genitali femminili, ma può essere simulato in laboratorio). Lo scopo è quello di potenziare al massimo la capacità di fecondare un ovocita.
Per avere qualche concreta possibilità di successo, occorre che l’ovulazione (spontanea o indotta da stimolazione) sia buona, almeno una tuba sia aperta e integra e che l’esame del seme maschile, almeno dopo la capacitazione, sia soddisfacente. Alle coppie con problemi di infertilità maschile lieve, infertilità inspiegata o endometriosi minima o moderata possono essere offerti fino a sei cicli di inseminazione semplice, perché questo protocollo aumenta la possibilità di ottenere una gravidanza. Pregi dell’inseminazione semplice sono, infatti, la scarsa invasività e l’assenza quasi totale di rischi, fattori che la rendono facilmente ripetibile.