Fertilità > Fertilità > Tecniche
.
Cosa si può fare
senza ricorrere alla PMA?
Per la donna Se non funziona l’ovulazione. Si deve
naturalmente sapere in primo luogo perché non funziona. Ad esempio, se dipende
da uno squilibrio ormonale connesso al peso (sia in eccesso che in difetto),
spesso basta tornare al peso forma. In altri casi si può intervenire con una
terapia farmacologica che induce l’ovulazione, sostanzialmente una stimolazione
ovarica (gonadotropine o GnRH, che significa ormone del rilascio delle
gonadotropine, nel caso in cui sia l’ipotalamo a non stimolare il rilascio di
gonadotropine).
-Se il problema è di tipo anatomico. Le
malformazioni dell’utero sia congenite che acquisite sono un fattore di
infertilità, soprattutto perché causano abortività. Quando possibile, vengono
corrette con la terapia chirurgica endoscopica (effettuata tramite uno
strumento a fibre ottiche ideato per l’esame degli organi interni, che
attualmente è stato perfezionato al fine di poter eseguire piccoli interventi).
Le alterazioni delle tube (come la chiusura, ad esempio), invece, non
consentono la fecondazione. Se l’intervento chirurgico (generalmente
laparoscopico) non ripristina il funzionamento è certamente preferibile
ricorrere alla PMA.
-Endometriosi. Malattia causata dal
diffondersi del tessuto che riveste l’utero (endometrio) all’esterno
dell’utero. Il tessuto s’innesta in altri organi dell’addome e come nel ciclo
mestruale, ogni mese si sfalda e sanguina. Le conseguenze sono un’infiammazione
cronica e la formazione di aderenze, in particolare intorno agli organi
genitali. La terapia, medica o chirurgica, può rimuovere i focolai riducendo
così gli effetti negativi sulla fertilità (anche se purtroppo, spesso, la
malattia recidiva) e il dolore che la malattia provoca.
Per
l’uomo
-Criptorchidismo. L’intervento, che va
effettuato il più precocemente possibile, consiste nel riportare in sede i
testicoli.
-Varicocele. Può essere trattato
chirurgicamente, con metodiche più o meno invasive che prevedono la legatura e
sezione della o delle vene varicose. Un’alternativa all’intervento chirurgico
può essere rappresentata da una tecnica basata sull’iniezione nella vena
varicosa di un liquido che ne determina la chiusura (tecnica della
scleroembolizzazione della vena spermatica). Purtroppo i risultati non sono
lineari: la situazione può migliorare per un breve periodo e poi peggiorare.
Alcuni ritengono inoltre che un intervento chirurgico dopo i 30 anni sia
inutile.
-Infezioni. Possono essere curate con un
trattamento farmacologico adeguato.
-Azoospermia ostruttiva (assenza di
spermatozoi nel liquido seminale dovuta ad ostruzioni che ne impediscono
l’emissione con l’eiaculazione): si può intervenire con una ricanalizzazione
delle vie seminali.
-Azoospermia secretiva. In questo caso
vi è mancata produzione di spermatozoi nei testicoli ed è necessario ricorrere
alla PMA.
-Deficit ormonali. L’ipofisi non stimola
a sufficienza la produzione degli ormoni necessari alla formazione degli
spermatozoi (spermatogenesi). In questo caso si può tentare un trattamento
farmacologico con gonadotropine.